la cabina di piazzale Firenze

Da mesi era nel braccio della morte
in attesa che qualche cittadino
ne invocasse la grazia.
L’hanno portata via all’alba,
davanti a due testimoni casuali,
usciti a fare un giro con il cane.
Negli ultimi tempi era diventata
quasi invisibile. Molti
si stupivano scoprendola ancora
lì. La consideravano morta
prima che lo fosse. Destino
che in parte la accomuna ai vecchi
nel giardino circostante.
Non lascia un grande vuoto, infatti.

Per lei, un sospiro.

le piccole cose: il caffè

Che sollievo nel risveglio il pensiero
del caffè – la macchinetta, il profumo,
la tazzina…
Era così negli anni che alle sette
mi precipitavo all’auto ed al lavoro.
Era così dopo notti d’amore,
noi ancora un poco immersi
in un mare di spossatezza e sogno.
Era così persino lungo i giorni
risucchiati dall’ansia, una pietra
a gravarmi nel petto.
È così ora, nel silenzio dell’alba,
osservando dai vetri
il crescere del rosa dietro i tetti
– o più avanti nel mattino
discorrendo con un’amica al bar,
o in cucina come un tempo con la musa.