ripassando filosofia

Se, come piace ai chiromanti,
ai profeti e anche a molti logici
metafisici e deterministi,
il futuro è già scritto
non diversamente che il passato,
noi siamo personaggi di finzione
e vivere non è altro che scoprire
cosa faremo il giorno successivo
e risalire poi ai perché e percome
delle buone venture e degli errori,
almanaccando come andrà a finire
quel modesto frammento di vicenda
dove appare, tra gli altri, il nostro nome.

Quanto a capire il senso complessivo
della storia cui ci troviamo dentro
– ammesso sia una storia –
e quale sia in essa il nostro ruolo,
pur sfogliando qualche pagina indietro
e saltando da un paragrafo all’altro,
dall’una all’altra scena,
troppo ci manca per farcene un’idea.
Non basta il tempo –
senza dire della scarsa memoria
e dei volumi di pagine oscure
tutte da decifrare, sostituite
da confusi riassunti, da maldestre
ricostruzioni fantasiose o assurde
interpolazioni, ingenue congetture.

Ci piace tuttavia questa lettura:
ci appassiona come un giallo
e ci coinvolge tanto
che addirittura vi inseriamo
di nostro pugno le prescritte parole
fingendoci coautori di talento
e talvolta persino un po’ creatori.