Luna diurna che sali in trasparenza
invasa dall’azzurro del mattino,
verrebbe da pregarti, raccontarti
– non fossi tu così distante
così alta e sempre indifferente.
Si può solo guardarti, come il cielo
– senza chiedere niente.

Dopo l’ultima svolta alla rotonda
il profumo notturno dei tigli
e la luna, alta sulla via –
che mi segue poi a casa, e la ritrovo
oltre i soliti tetti, alla finestra
dei nostri appuntamenti –
sono anni che, puntuale
secondo prestabiliti itinerari,
sempre ritorna
a orari mutevoli ed esatti
– e non saprei della mia vita infine
dire altro che questo suo tornare
secondo le promesse
tra gli alberi e le antenne
sempre fedele nella ricordanza.

 

Fissando l’azzurro immacolato
– impossibile non farlo stamattina –
ecco, tra le solite moschine
che mi illudono gli occhi,
le mie prime rondini di maggio.
Altissime, molto più alte
che gabbiani e corvi, piccine
come aerei segreti d’alta quota,
o come segni d’interpunzione
appena visibili, quasi trascendenti.

Le piantine a bearsi nella pioggia
con le foglie dei tigli, adolescenti,
e l’erba lucente e i bambini
con gli ombrelli – e noi a guardare
lo scorrere monotono ed uguale
delle righe lungo intonaci e vetri
a controcanto di pensieri tristi.

 

Massimo Bordin

Più tristi ci attendono i risvegli
nelle buie mattine  – quanto più buie
senza l’intelligenza, senza
la voce, la tosse, le pause,
l’ironia di Massimo Bordin,
senza il filo con cui legava
tra loro le notizie, senza
il dubbio con cui graffiava
le molte facili certezze.
Come orfani andremo,
tentando di tenerci alla sua via
– e nelle notti insonni
attenderemo le sue interviste
a san Pietro  – o a Minosse forse,
e ai dannati – uno “Speciale Giustizia”
in linea disturbata, discontinua,
dalle cavernose carceri di sotto,
superaffollate, senza luce.

Bolaño

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Scrivendo poesia nel paese degli imbecilli.
Scrivendo con mio figlio sulle ginocchia.
Scrivendo finché cala la notte
col frastuono di mille demòni.
I demòni che mi porteranno all’inferno,
però scrivendo.

(Roberto Bolaño, in Poesía Reunida, Alfaguara, Barcellona, 2018)