Ogni mattino la diversa luce,
il più o il meno
di densità dei grigi, la forma
delle nuvole, il dilagare
dell’oro o della nebbia
sugli zuccheri del notturno gelo
o i teli radi o spessi della pioggia.
Ci si addestra a salire
verso la terza cantica
–  già si smarriscono i contorni
e quasi è ombra mentre sfuma
la terra, e tutto è cielo.

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