Per anni passandogli accanto
non avevo mai levato gli occhi –
e per la prima volta ieri
di là dalla strada lo vedevo:
un albero enorme, alto
più della maestosa chiesa:
portava i segni di vecchie ferite
in protuberanze necrotiche,
mostruose, simili a musi
d’oscuri animali, arsi, contorti
al modo dei corpi di Pompei,
e certi bracci s’erano tra loro
fusi saldandosi in anelli
come in cerca d’un rifugio.
Da questo dolore raggrumato,
salivano come da radici
fusti lisci, dritti, sani, belli,
svettando possenti, numerosi
come tronchi d’un aereo bosco
che si perda in cielo tra le foglie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...