Si trasforma quasi sotto gli occhi
nel giro di una vita, la mia città,
e mentre l’attraverso – diversa
io stessa da come sono stata –
il passato scorre sottotraccia
incorporato sotto recenti asfalti
e mura nuove. Qui, alla fermata
del bus, c’erano i marmi e il chiasso
della Pescheria, lungo il canale
che fu in altro millennio un porto
ed ora è  strada, 
più avanti
l’antica libreria, negozio ora
d’abbigliamento, e i cinema spariti,
e il vecchio Tribunale, e più in qua,
presso il ponte, dove abitò ragazzo
il primo mio amore, poco fa
Galileo Galilei scrutava il cielo.

Più il futuro che mi attende è breve
più il passato sembra farsi corto
prossimo, vicino – e non solo quello
caro nella distanza
, anche l’orrore
– l’occhio sfondato del grande orologio
sulla facciata della stazione,
le case dell’Arcella bombardate –
e la barbarie, che pareva sepolta
cancellata, persa nell’oblio, prende,
pur sotto questo bel sole mattutino,
una sua nuova forma nel presente.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...