Canta altri canti, forse è un altro
il merlo che all’imbrunire torna
sulla solita antenna
come sempre negli anni.
Meno armoniose sono le sue note,
rotte le strofe, variate
da qualche trillo o fischio breve.

Vive nel tiglio che distende i rami
fino alla mia finestra
e ogni mattina anch’io mi sveglio
insieme alla chiassosa sua famiglia
che poi si sperde e tace lungo il giorno
mentre si leva il canto di cicale.
E anch’io con l’imbrunire qui ritorno
ai miei versi solitari – e forse
anch’essi riescono un po’ rotti
e hanno suono diverso.

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