Delizia del silenzio dopo i canti
dell’alba, con un quarto di luna
che si sfuma nel risveglio lento
del cielo che si spoglia del suo grigio,
e si fa terrestre, della consistenza
delle nuvole, non più alto del volo
delle rondini mute.
Questa è l’ora preziosa, prima
delle saracinesche e dei motori,
la preghiera, il cantico, la lode
inclusa nell’incanto delle cose,
prima dei notiziari e degli affanni.

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