Niente da fare, anche il professore
cita a caso, parla senza dire,
millanta letture e sbaglia i tempi,
appartiene a quelli
che credevano in classe fosse bene
essere prolissi e riempire fogli
per mascherare il troppo poco o il niente
racimolati da prestati appunti
e miseri compendi. Non è un caso
che, in un paese dove nel declino
cresce – e fa paura – l’analfabetismo,
non nomini né scuola né cultura.

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