Il doppio forno richiede, è ovvio,
passi di lato e indietro, una specie
di goffo balletto, un fotogramma
che si ripete, una specie di trailer
interrotto, un ossessivo spot,
un film che s’incanta e torna indietro,
complicato dall’ombra del terzo uomo,
fantasma da baraccone nella sagra
del giornalismo in cerca di parole.

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