mattine di luglio

Sarà il caldo – l’afa, come s’usa dire –
l’aria assordata da cicale,
la vista dei vecchi
in canottiera, brache corte
e infradito temerarie,
i vani discorsi ritriti
ciascuno sui propri mali,
e quelli dei giornali,
ma è sempre più difficile pare
coltivare la pazienza.
Persino un cane, ieri,
quieto in apparenza,
steso sonnolento sotto un tavolo,
s’è rizzato ringhiando
furioso –  sarà stato, hanno detto,
punto da una zanzara sul naso,
ma sembrava piuttosto
un lampo di coscienza improvviso.

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