incontrarsi

Dalle cortine della pioggia
emergono figure d’altro tempo
sfigurate dal tempo  – gli occhi, fitti
in un fosco pallore da crepuscolo,
cercano nei lineamenti tracce,
deboli lampi, miraggi che dileguano –
e pare, mentre s’incupisce l’aria,
di incontrarsi già nell’oltretomba
o in un suo vestibolo, dove ci si decanta,
e si apprende in quanta parte noi
non ci somigliamo più, non siamo noi.
Il che finalmente ci persuade
a prendere confidenza col disfarsi.

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