Veroniche

Anziché spuntati dalla terra,
gli occhietti della madonna
paiono scesi lievi sopra l’erba
– lo comprova il colore
d’un mattutino azzurro un po’ velato,
la consistenza aerea come d’ala,
e il fatto che ti guardano
per essere guardati.

In altri anni, camminando a marzo
per questi stessi prati,
nei loro sciami o nugoli celesti
più o meno fitti o radi
fingevo tracce di costellazioni,
la grafia d’un racconto,
o d’una poesia, leggera e ridente,
adatta ai bambini – a lui, al mio
piccolo compagno specialmente.

Minuscoli. Li guardo ora a distanza
– non posso chinarmi.
Li guardo senza gli occhiali,
li vedo attraverso il ricordo
nel loro piccolo azzurro
venato di bianco, che appresi
insieme al bambino – e con lui
li confondo.

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