Accendi la radio, e c’è qualcuno
che straparla sui massimi sistemi
– l’arte, la scienza, il bene, il male, dio –
incastonando nel flusso dell’eloquio
i suoi quant’altro, i suoi piuttosto-che,
i suoi superflui ne…
Non sai se sia un cantante, un giornalista,
un senatore, un prete, un trafficante
o il famoso uomo della strada.
Li accomuna, nella bocca rotonda
compiaciuta del proprio stesso suono
o nella cadenza petulante,
la lingua maltrattata e vilipesa.

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