Faceva pena il tiglio così stento,
già mezzo rinsecchito
nella bella stagione – benchè, in alto,
sugli stecchi della cima, a ore fisse
si posasse un merlo, e nelle sere chiare
vi s’impigliasse a volte un po’ la luna.
Oggi, come annunciato da un cartiglio
da settimane affisso sul suo tronco,
l’hanno tagliato, fatto tutto a pezzi,
a cominciare dai rametti sani
e poi via via fino alla radice.
Il suo vicino stende in basso i rami
in quel vuoto, come a tastarlo.
Ora è in prima linea, solo, stretto
tra asfalto e marciapiede,
nell’angolo, esposto da ogni lato.

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