contraddizioni

Omnia mea mecum porto
mi andavo mormorando giorni fa.
Come se, avendo dentro me
tutto ciò che resta e so di voi,
miei cari, miei perduti,
ne fossi accresciuta, ne ricevessi
una specie di rinforzo
che mi mantiene in piedi.
E nello stesso tempo, ancora
accade – stamattina, per esempio,
col vecchio canto delle cicale
che congiunge questa alle altre estati
in cui ancora c’eravate
– che al pensiero della vostra assenza,
amati miei,
mi senta un poco persa.

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