differenze

La mancanza dei vivi è tessuta di attese
di segnali, di parole, di ritorni,
di incontri casuali. E intanto
congetturiamo sui loro pensieri,
sui gesti che continuano a fare
e noi non vediamo – a volte gelosi
di chi invece li vede – il viso
che a noi manca, in primo piano.

I morti invece non hanno pensieri
da indovinare, non hanno niente
da dirci o da nasconderci.
Non si svegliano al mattino, sia pure
in qualche diverso fuso orario,
per ripetere gesti a noi familiari,
nessuno, nemmeno l’aria, li vede
uscire di casa o camminare
conoscendoli al passo da lontano,
nessuno ne incontra lo sguardo,
nemmeno lo specchio.
E non meditano né di tornare,
né di tenerci a penare in attesa.
Semplicemente non ci sono. Non più.
E anche noi – quelli che solo per loro
eravamo – non esistiamo più.
Con loro anche noi ci manchiamo.

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