amori

Tu non mi raccontavi dei tuoi amori
e io dei miei tacevo: né tu né io
volevamo sapere.
Sparivi ogni tanto, per qualche giorno.
Ogni tanto mi vedevi stanca.
Io sapevo più o meno dov’eri.
Tu, credo, sapevi
chi era che mi faceva soffrire.
Non ponevi domande. Evitavo quel nome.
Era, quel tacere, un prenderci cura
di una cosa al di là delle parole,
un segno del nostro volerci bene
– nel sogno, nella memoria,
nel lampo antico degli occhi,
nel patimento nostro solitario
sotto la maschera degli anni.

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