percorsi

Si sudava sotto la maglia di lana
in questo mese, tornando da scuola.
Papà per accorciare tagliava
lungo i binari dietro una fabbrica,
tra il pietrisco e sporche erbette rabbiose
– dove più avanti, all’improvviso,
si sarebbero accese le corolle
dei papaveri, lievi.
La luce in quegli aprili
aveva grana diversa, più scabra,
sui mattoni, sulla polvere chiara,
sul nero ferroso delle “custodie”,
e anche sapeva di mio padre,
di giornali, di inchiostro.

Pensavo questo, rincasando ieri
verso l’ora di pranzo sotto il sole,
dopo aver visto foto sulla guerra
in una mostra. E un africano,
passando in bicicletta, m’ha lanciato
per due volte un suo saluto
Ciao bella suora! ha detto
con un sorriso largo, d’altri tempi,
festoso – a fraterna chiusura
di un percorso.

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