“Dove sei Valentina?” “Sono”, hai risposto
– e il sonno impastava la tua voce –
“dove era Jacopo”. Anche tu
– là, nella stanza accanto –
consumata, mangiata dal tuo male,
ridotta a due ossicini e grandi occhi.

E noi, nelle nostre case, si cucina,
si cena, si conversa con gli amici,
si va la sera al cinema – cose
in cui tu eri regina – persino
si ride. E, parlando di te,
si scivola nel tempo imperfetto.

One thought on “

  1. Nidia ha detto:

    Grazie sempre per le parole che dici

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