saluto

Dalla vita si staccano negli anni
grandi lastre, si sfagliano cadendo:
con la tua si spegne la memoria
di ciò che sono stata
nel dialogo con te,
dal tuo punto di vista;
perdo il mio stesso nome
nell’inflessione della tua voce
e nel volgersi muto dei pensieri:
la mia storia dentro la tua storia.

Verrai poi nei miei sogni, come già altre volte.
Ma non sarà che un mio
rimontaggio di ricordi, il mio chiuso
punto di vista – mai quella sorpresa
della tua voce vera:
la parola che sapevi solo tu trovare
– e cambiava il senso delle cose,
le apriva in una luce nuova.

Ti spegni nella penombra,
lentamente. In lontananza.
Dietro gli occhi serrati
forse conservi ancora un po’ d’azzurro,
il mare di questo maggio.
E chi lo sa se tra gli ultimi frammenti
di pensiero, di immagini, di sogni,
non passi anch’io da te fuggevolmente,
per quel saluto
che non ho saputo darti,
amica mia.

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