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Torna la luna quieta ad affacciarsi
nel celeste che pallido s’imbruna,
e resta poi nel lungo dopocena
a riguardare muta dai terrazzi.
Tu non torni, da tanto.
Mi manca quel tuo sguardo
di quando comparivi alla mia porta,
salutandomi ironica e affettuosa
come vedessi una bambina cara.
Poi nel silenzio della mia cucina
lasciavi che dicessi i miei pensieri
e raccontassi – affettando magari
la cipolla – gli amori, le passioni,
le sciocchezze perenni della vita;
o mi perdessi, risciacquando i piatti,
nell’intrico di sogni e di letture,
nelle tortuose mie elucubrazioni,
tra le ombre delle mie paure.
Tu ascoltavi. Eri soltanto sguardo.
E a quel suo lume silenzioso e mite
s’apriva nei grovigli del cuore
una radura, appariva un tremante
filo di parole, come il tracciato
delle pietruzze sparse nella fiaba.
Mi sentivo sul sentiero di casa,
già quasi accolta, quasi perdonata.

Adesso che da tanto non mi ascolti,
scorre via, sparisce nello scolo
la memoria dei sogni, degli amori,
degli antichi discorsi –
e il lume solitario della luna
rischiara scorie mute della vita.

2 thoughts on “………………….

  1. Nidia ha detto:

    E’ rimasta la presenza appena percettibile di chi ci ha lasciato, ma che comunque è sempre dentro di noi. Luminosissima la luna di queste notti! Buona Pasqua, Anna!

  2. arden ha detto:

    Buone feste, cara Nidia:-)

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