verso sera

Sembrava un disco ritagliato a mano
nella carta velina, ieri, la luna,
d’un rosa stinto, lieve, acquarellato,
posato con la colla di farina
sulla vela del fondo grigio azzurro.
E si spostava da una riva all’altra,
spariva dietro i pioppi e ritornava
come mossa dal vento, riapparendo
dietro le grate di qualche traliccio
o sulla vetta di una ciminiera.
Passava indenne tra le varie insidie
d’un orizzonte opaco irto di antenne,
sfuggendo al risalire delle nebbie,
alzandosi e abbassandosi, a seconda
dell’ ondeggiare lento delle curve.
Veleggiava alle soglie della sera,
sconfinando ormai già nella memoria,
dolcezza non sgualcita della vita.

4 thoughts on “verso sera

  1. Giovanni Monasteri ha detto:

    Ecco perché ho potuto fare a meno di vederla, ieri sera. Sapevo che tanto l’avrei vista qui, in questa magnifica, perfetta poesia.

  2. Nidia ha detto:

    non ho saputo resistere, anche stavolta me la sono portata via, quanto sei brava!

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