insonnia

Ieri in sogno tentavo di dormire
– ero in un luogo spoglio, su una branda
in attesa dell’esecuzione. Il boia,
un ragazzo scuro, fronte aspra
di capelli, accesi come gli occhi
da mediorentale – ma forse
era un punico o un sannita –
mi offriva con gentile ruvidezza
due pastiglie grandi come ostie:
“Prendile, che ti fanno addormentare,
così poi la testa te la taglio
che non t’accorgi.” Ma niente,
non facevano effetto: restavo
bloccata sulla soglia del sonno
senza riuscire a scenderne i gradini.
“E che succede”, chiedevo, “se non dormo?”
“Te la taglio lo stesso!” lui rideva
fraterno e distaccato – ma era serio.
“Tienimi la mano”, gli dicevo,
e lui come fossi una bambina
me la stringeva, e intanto mi spiegava
come mettere il collo
perché riuscisse facile la cosa.
Aveva mani dure un poco rosse
da pescatore, le unghie nere
agli orli, scheggiate. Con fatica
continuavo poi a cercare il sonno
nell’aldilà del sogno
ancora sveglia, all’alba.

8 thoughts on “insonnia

  1. Brian ha detto:

    Eh, che inconscio ribollente! Matrix al confronto di ‘sto sogno ci fa una meschina figura, Comunque, mica tanto dietro, a ‘sto sogno ci leggo freudianamente una valenza sessuale. Che poi sta anche dietro pure a Matrix, en passant.

    Ciuss!

    Brian

  2. Brian ha detto:

    Perdere la testa per mano di un tuareg. Sogno proibito delle padovane…
    :p

  3. Giovanni Monasteri ha detto:

    Che delicatezza, questi boia lucani.
    Ma meno male che era un sogno. Sarebbe un peccato perdere una testa come la tua.
    Ho riso di cuore.

    • arden ha detto:

      Immagino che avrai riso al “te la taglio lo stesso”….

      • Giovanni Monasteri ha detto:

        E’ tutta godibilissima, dall’inizio alla fine.
        Le con-fusioni oniriche sono rese magnificamente. Dormire/perdere la testa (la consapevolezza); accomnodare il collo in un certo modo, perché il sonno/la decapitazione riesca; e quel rapporto col boia affascinante e gentile, le pastiglione per dormire/morire; che poi sono anche ostie, quindi questo boia è anche un prete che somministra i conforti religiosi. Non riesco a capire perché ha mani da pescatore. Lo vedrei meglio con le mani da impiegato, o da prete. Ma il sogno è tuo.

        • arden ha detto:

          Le mani così rosse le ho viste spesso ai pescatori: forse sono l’acqua e il freddo a ridurle così.
          Questo del sogno era un semibarbaro e soprattutto uno capace di sgozzare e all’occasione anche di cavare le viscere: il nero delle unghie era indubbiamente anche sangue rappreso. La sua gentilezza era vera, da animale ad animale.
          La sola idea di un prete (o di un impiegato) avrebbe fatto virare questo sogno verso l’incubo. A meno che non fosse stato un prete dalle mani da pescatore (o muratore, o contadino):-))

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