in treno

Trascorre ai finestrini la pianura
e s’apre in ventagli di verde
tra i bruni della terra
che sfumano in grafie tenui di pioppi
lungo il nero dei fossi
per smarrirsi infine fusi
in una lunga tenerezza d’ambra
là dove s’innalza enorme il cielo –
o si abbassa forse, e si distende
in ciniglie di infiniti grigi
– strascico lentissimo di reti
tra cui restano impigliate
cime di monti pallidi, remoti,
frammenti luminosi, riverberi
che appaiono e scompaiono di rosa.

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