una foto

Cerca conforto nascondendo il viso
contro il petto del suo nero boia
un ragazzo, un ladro di sedici anni,
un figlio – e quasi sembra
che quello ne accolga il pianto
e gli risponda con la mano
posata sulla spalla e gli sussurri
non si sa che cosa.
Il suo compagno si guarda intorno,
forse cercando tra la folla gli occhi
dei familiari, degli amici – il perdono
per il dolore che dà loro, confuso
con il suo, che lo prende allo stomaco
e lo fa pallido.
Sullo sfondo si intravede il nodo
spropositato della corda, il cappio.
Nasce incredulità, non pare vero
che questo possa accadere fino in fondo
– e invece è accaduto, due giorni fa,
a soli tre fusi orari di distanza,
a Teheran, nella piazza gremita
di curiosi che fan ressa, levati
sulle punte dei piedi per vedere,
e innalzano, per non perdersi la scena
o a sua testimonianza, i cellulari
– mentre piegate in pianto
si coprono la faccia con le mani
tre donne, sorelle forse o fidanzate,
povera umanità senza valore.

(foto apparse oggi su Repubblica on line)

7 thoughts on “una foto

  1. Sì, povera povera umanità.
    tante volte offesa.

    (brava Anna)

  2. http://google.com ha detto:

    This blog post, “una foto nuovamente” shows the fact that
    u really fully understand everything that u are talking about!
    I personally completely agree. Many thanks -Ezekiel

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