Dalla pioggia e dal nero dietro i vetri
annaspava come un annegato
il gatto dei vicini – batteva
con le zampine per farsi aprire,
non si dava per vinto, insisteva,
fiducioso per istinto
nell’insegnamento del Vangelo.
Dall’alto della scala
tuonava la sua dura pedagogia
realistico il padrone di casa:
a nessuno costo si doveva aprirgli,
che imparasse come stare al mondo
e tornasse da dove era venuto.
Ma prevalse il criterio materno,
e dalle donne gli fu aperto infine.

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