andare e venire

Mi ha salutato ieri freddamente
l’anno che mi è stato sempre intorno
quale usuale compagno in tanti mesi.
Ha solo mormorato sulla porta:
“E va bene, che cosa ci vuoi fare,
non si creò tra noi felice intesa…”
Non che avesse poi del tutto torto,
ma va detto che non fu cortese,
dopo l’intimità di tanti giorni,
tutt’a un tratto filarsela all’inglese
a San Silvestro, con la luna accesa
e lo spumante ancora da stappare.
Ma non ho avuto il tempo
di risentirmi o di restarci male,
che in accordo sincronico perfetto
è entrato l’anno nuovo. Non so come,
io me lo sentivo, e in sogno
l’avevo già più volte udito dire
che vorrà starmi accanto core a core
in tutte le stagioni, i giorni
e le ore – per la sua intera vita.

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