Pagata l’Imu, calcolati i soldi
per le solite spese di dicembre,
rimandato l’acquisto di vestiario
e il dentista alle calende greche,
cancellato del tutto il parrucchiere
(posso sempre adottare il cocognèo
delle nonne d’un tempo), rinunciato
a combattere il degrado della casa
e del viso, vedo che riesco,
senza intaccare quanto ho messo via
per pagare a suo tempo il funerale,
a comprare ancora pane e vino
e persino le noci e i mandarini
da dividere con gli amici a cena.
Il bilancio è in attivo
in questo inverno di miseria e gelo.

7 thoughts on “

  1. Brian ha detto:

    Natale di guerra
    In questo funerale
    d’Italia per terra

    Carissima Anna, parafrasando il “rosso”, anche la speme – ultima dea – fugge l’Italia. A me noci e mandarini per carità piacciono pure, ma non vedo più la luce che brilla negli occhi delle persone che per me erano un faro, uno stimolo a fare meglio e di più nel mio lavoro: imprenditori validi, creativi ed estroversi che ora si sono ripiegati in un mutismo rassegnato, scomparendo dalla vista degli amici.

    E’ quella che descrivi la stessa aria che tira nei Promessi Sposi, con l’aumentare delle miserie della fame e della guessa: quando la gente del Ducato – pur in passato incazzata e abituata a fare casino al forno delle grucce – arrivata la fame vera si rassegna e si lascia cadere a terra, senza più aprire bocca.

    Un esempio di questa perdita di forze e di energia? Le luminarie dei privati. Nella mia via ancora nessuna casa ha esposto le luci natalizie (che sono là nascoste tra le mura domestiche, in qualche scatola di scarpe, in attesa vana di essere esposte e accese).
    Non credo che sia per risparmiare qualche chilovattora di corrente. E’ lo specchio esteriore della luce che ci si è spenta dentro.

    Che dirti? Un luminoso abbraccio, nonostante la miseria e il gelo, nonostante tutto, cara dolce amica Madame Setary!

    B.

  2. anna setari ha detto:

    Brian caro, sì è vero, c’è molto scoraggiamento. Siamo nel versante in ombra della valle, battuti dalla pioggia e stretti dal gelo. Tuttavia oso dire che le la speme non va data per perduta: dorme forse in qualche scatola di scarpe anche lei, insieme con le luminarie e può tornare a riaccendersi.
    Intanto fanno molto bene gli abbracci degli amici.

  3. Brian ha detto:

    Dimenticavo, la lirica è splendida. Una vera poesia “civile”.

  4. Brian ha detto:

    Il “rosso” da lassù ha letto tutto e approva. ;-)

  5. ermione64one ha detto:

    Ciao Anna un caro saluto

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