Le uova, il latte, il pesce più che mai,
lo yogurt, i pelati e l’insalata,
l’aspirina, il caffè, ceci e fagioli,
la patente, i contratti d’ogni specie,
i buoni postali e del tesoro
– per non dire le pene carcerarie
o, banalmente, gli anni della vita –
tutto ha la sua scadenza
– a volte stampigliata in bella vista,
altre che non la leggi senza lenti
o non appare, sembra non ci sia,
e la decifri solo a posteriori:
è il caso specialmente della gioia,
per natura volatile e leggera,
della salute, della giovinezza,
degli affetti persino, e dell’amore,
benché li si conservi qualche volta
fino alla muffa dentro la credenza.
Anche il dolore scade e si scolora,
sia pure con lentezza. Ciò che dura
lungo l’ansioso corso della vita
e persiste in latenza e si rinnova,
è soltanto l’insidia della noia.

3 thoughts on “

  1. linodigianni ha detto:

    mi piace tutta,bella cadenza canzone,
    solo le ultime due righe, non condivido
    ma si sa, gli inferni son personali

    • anna setari ha detto:

      Il bello è che nemmeno io so se le condivido.
      Le ho scritte quasi “su commissione”, potrei dire – riferendo un pensiero d’altri, una punto di vista che avrei dovuto mettere tra virgolette.

  2. aitanblog ha detto:

    s. Tristeza não tem fim. Felicidade sim.
    E parimenti la noia, o aburrimento…

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