Prima che siano sveglie le cicale
– ieri hanno fatto chiasso fino a tardi
nel caldo che saliva dall’asfalto
a togliere respiro anche alle stelle –
non c’è che silenzio nelle strade.
Vedi solo una bici, qualche cane
che trascina il padrone,
due o tre anziani che corrono in affanno
in mutandoni e con gli auricolari,
sudati, quasi ormai allo stremo,
nello sforzo di morire sani.
Li guardano, oltre il bordo dei fossati
dove l’erba si dondola nell’ozio,
i pioppi, bisbigliandosi commenti
dietro i ventagli lievi delle foglie
– e s’alza intanto qualche breve volo
che resta basso tra le siepi
e non muove nell’aria quasi suono,
mentre in alto crespe nuvolette
si sciolgono beate alle carezze
di un sole ancora fresco, appena nato.

4 thoughts on “

  1. giovanni monasteri ha detto:

    Bella! Freschissima!
    Come t’invidio! Io non mi sveglierò mai prima delle cicale.

  2. linodigianni ha detto:

    bella, si sentono dentro le cicale, mentre leggi

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