Vorrei delle parole di frescura
lievi più che ali di farfalla
– e magari un sorriso, o una granita,
in attesa della luna buona
– o che almeno la musa mia sfinita
non se ne fosse andata già in vacanza,
ma con me se ne stesse ad ascoltare
le cicale insistenti e il vocio
che ai balconi sale dalla strada
mentre è quasi l’ora della cena
e si smorza il sole e se ne scende
e il merlo dall’alto dell’antenna
canta al cielo un’ultima sua stanza.

7 thoughts on “

  1. linodigianni ha detto:

    l’alto e il basso che si inseguono pensosamente..

  2. Brian ha detto:

    :-D

    Ma ti ricordi quella volta dentro l’ascensore
    Io volevo a tutti i costi fare l’amore..
    Anche a te non dispiaceva, solo che non era il momento giusto
    E piu mi dicevi cosi, e piu ci trovavo gusto…

    E andavamo su, su, su e andavamo giu, giu, giu
    E andavamo su, su, su e poi ancora giu, giu, giu
    E andavamo su, su, su e andavamo giu, giu, giu
    E andavamo su, su, su e poi ancora giu, giu, giu
    Su e giu, su e giu, su e giu, su e giu…

    Strano io strana questa vita…
    Questa cosa qui non l’ho mai capita…
    Strano io strana questa vita
    Ma l’importante e’ che oggi sia una bella giornata!

  3. anna setari ha detto:

    Ah, Brian, che spreco di energia in quell’ascensore! Non me lo sarei mai aspettato da te:-D

  4. Giovanni Monasteri ha detto:

    Mi sa che la musa ti telefona, quando va in vacanza.

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