Più s'innalza l'età, più breve appare
lo spazio di un mese, un giorno o un anno –
frazioni che in confronto con l'intero
si fanno più corte e più fugaci
fino al momento in cui l'ora, il minuto,
il tempo del presente e dell'attesa
saranno pari in un respiro a zero.

Per questo forse sembra quella fuga
della dolce pianura ai finestrini
con i pioppi aggruppati a salutare
dai confini dei campi in nostalgia
niente altro che un solo e unico addio,
lo stesso dall'estate dell'infanzia.

2 thoughts on “

  1. colfavoredellenebbie ha detto:

    Già nascendo siamo entro ad un lungo addio e forse per questo diamo valore ad ogni segno, per breve e appena tratteggiato che sia…

  2. arden ha detto:

    In verità da giovane io ero piuttosto distratta e ben poco consapevole, Zena. Questo senso di addio è un dono recente, che getta una luce restrospettiva su sensazioni antiche rimaste lungamente senza nome.

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