Passa un rombo di aerei e nell'azzurro
tre piccole scie come aghi lievi
corrono verso sud dov'è la guerra.
Due nuvolette vagano nel cielo
tra tetto e tetto, e già mentre lo scrivo
il cielo le ha disfatte nel suo vento.
Vola un colombo da un terrazzo all'altro
e in lontananza canta dolce un merlo.
È marzo, il giorno di San Benedetto,
e il dopopranzo sembra solo pace.

4 thoughts on “

  1. proteus2000 ha detto:

    Lo sguardo rivolto al lembo di cielo che sovrasta il nostro mondo porta sempre lontano il pensiero, che stavolta corre al sud dov'è la guerra, per poi ritrarsi di nuovo nell'angolo di pace in cui, per ora, viviamo.

  2. ermione64 ha detto:

    Che meraviglia! la primavera è la stagione che più mi piace.

  3. arden ha detto:

    Sì, Ermione, quando è bella è deliziosa. Un caro saluto:-))

  4. anonimo ha detto:

    una di queste nuvolette forse era la mia amica luisa, che è morta proprio il primo giorno di primavera
    grazie cara di queste risonanze delicate

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