Sei tu, dice la musa – la sua voce
mi raggiunge flebile e lontana –
sei tu che trascini i tuoi pensieri
troppo in basso, troppo terra terra,
invece di levarti in cima ai rami
con i piccoli passeri e coi merli
e liberarti dalle scarpe grosse
adatte solo al fango e alla miseria.
Non hai certo le ali per volare
con le rondini o le aquile nel cielo,
– e soffri pure un poco di vertigine,
per non dire della vista corta
e della ingombrante tua pinguedine –
ma se calzi scarpini più leggeri
adatti ai funamboli e alla danza,
potrai almeno andarci più vicino,
salendo su in terrazza tra i bucati.
E mandali in malora i tuoi pensieri
– tanto nessuno vale la sua pena –
e muovi i passi sulle corde stese.

20 thoughts on “

  1. brianzolitudine ha detto:

    Proprio come diceva mio nonno: maja, bev e caga / e lassa che la vaga. Anche a non volare come le aquile, ci si può comunque alzare dalla terra fangosa, se ci si sforza. Il succo, sia pur brianzolmente in modo assai più prosaico, è sostanzialmente il medesimo.

  2. AnnaSetari ha detto:

    :-D
    I brianzoli mirano sempre al sodo, eh…
    Forse un po' troppo. La mia musa suggerisce mire più alte e poetiche, come vedi:-))

  3. colfavoredellenebbie ha detto:

    Il mio modello di vita è il fagiano: non vola, svoletta … e solo se indispensabile. Il suo è un volo di basso servizio, quasi di linea economica, direi: si alza quel tanto che basta per dare un'occhiata intorno. Poi il fagiano continua per la sua strada, purché sia sghemba, a rasoterra.

  4. AnnaSetari ha detto:

    C'è stato un tempo in cui sapevo cucinarli bene, i fagiani, con i funghi.
    :-))

  5. colfavoredellenebbie ha detto:

    u signur, un modello trifolato:)))))

  6. colfavoredellenebbie ha detto:

    e mi viene ancora da ridere, devo dire:)))

  7. arden ha detto:

    E ti accompagno anch'io, cara Zena:-)) 

  8. colfavoredellenebbie ha detto:

    :))
    d'ora in poi i modelli di vita se ne staranno ben lontani, terrorizzati da ogni fornello…

  9. toporififi ha detto:

    Uno dei rischi di volare è di finire impallinati, anche fuori dalla stagione venatoria.
    Io risalirei su quei rametti in alto, ma mi sembrano troppo fragili per la mia mole e per il piombo dei miei pensieri, certo che leggere Anna mi aiuta a guardare lassù, come la volpe con l'uva.

  10. arden ha detto:

    Caro Topo, bentornato in questa riserva:-))

    Qui si è al riparo da fucili e spari:
    i fagiani possono andare lieti
    e sussiegosi tra i cespugli e l'erba
    seguiti dal corteo di fagianelle
    e volare discreti sulle siepi
    senza tema di fuochi e di padelle.
    Quanto ai graziosi topi tuttavia,
    non garantisco loro la salvezza
    se rimangono troppo terraterra
    dove regnano i gatti silenziosi –
    meglio che mettano ali sulle groppe
    e, senza l'ansia d'essere men belli,
    si levino oltre i tegoli dei tetti
    attraversando il disco della luna
    a gara coi cugini pipistrelli.

  11. naima2 ha detto:

    Che svolazzevoli  e vaghe divagazioni ! Condivido in pieno la voglia di leggerezza, anche se la mia bilancia mi scoraggia.
    Certo che con fagiani e funghi solo lo spirito si alleggerisce.
    Buona tavolata di fine anno a tutti noi!

  12. AnnaSetari ha detto:

    Le bilance sono come gli specchi: andrebbero usate con cautela e non senza qualche trucco,-))

  13. toporififi ha detto:

    bui anfratti, cunicoli e vibrisse all'erta, una discreta dispensa e viaggio ovunque col mio Léo:

    Les gares c'est con
    Sauf pour la vue
    Dans la fumée
    Des villes perdues
    Et des mouchoirs
    Qui tendent leur nez
    A des au revoir
    Longeant les quais

    Les gares c'est con
    S.N.C.F
    Je préfère les trains
    De la R.N.F.
    Et les bouquins
    Qu'ont pas d'horaire
    Qui roulent sous la
    Lampe familière

    Les gares c'est con
    C'est dégueulasse
    Ça sent le fourgon
    Et le passe à l'as
    Et tous ces mecs
    Et leurs tickets
    Un trou avec
    Par-dessus le marché

    Les gares c'est con
    Sauf dans la nuit
    Certaines fois
    Y'en a qui crient
    On dirait des
    Orphelinats
    Qui jouent aux dés
    Toutes leur smala

    Dormir
    Dans le chagrin du vent
    Dormir
    Jusqu'au nouveau printemps
    Et dans les champs
    Mettre à la voile
    Et pour une fleur
    Vendre une étoile
    Tout simplement
    Sans bouger d'un centime
    Dans la carrosse de la frime

    Les ports c'est con
    Les gares aussi
    Quant aux Orly
    N'en parlons pas
    J'aime bien ma taule
    Et mes bouquins
    Je voyage en douce
    Ça me coûte rien

    Les ports c'est con
    Même quand c'est là
    Dans l'encre bleue
    D'une carte postale
    Et quand je veux
    Avoir le LA
    Je me coupe en deux
    Et je me cavale

    Les ports c'est con
    Même autrefois
    Quand les thoniers
    Tendaient leurs bras
    A la mariée
    En robe de toile
    Avec leur sang
    Soleil des voiles

    Les ports c'est con
    Dans les bistrots
    Et le folklore
    Des matelots
    Et la putain
    De la marée
    Qui va qui vient
    Sans rien donner

    Partir
    En cocotte en papier
    Partir
    Dans le sleeping des prés
    Et dans tes bras
    Faire une escale
    Et dane tes yeux
    Me faire la malle
    Rien que nous deux
    Sans boussole et sans voile
    Avec toi pour étoile

  14. AnnaSetari ha detto:

    Dormire fino alla prossima primavera mi pare un buon programma:-)

  15. colfavoredellenebbie ha detto:

    ……e se passassimo dalla metafora alla lettera e dalla lettera alla tavola?
    Bisogna pensarci su e sarebbe bello godere anche della compagnia di un topo carsico, che rispunta in odor di poesia:)

  16. toporififi ha detto:

    Già, secondo natura dovrei essere in letargo, ma la vita alienata delle città non me lo permette.
    Ma una tavolata con voi sarebbe una primavera.

  17. AnnaSetari ha detto:

    Una bella tavolata proprio mi piacerebbe qui a casa mia, subito dopo aggirata la boa delle feste di fine anno, quando già rinasce sotto il gelo una sotterranea e segreta primavera e anche i topi cominciano a risvegliarsi dal letargo mentre i fagiani si lustrano le penne nuove…

  18. naima2 ha detto:

    … Ho sempre sognato di andare in letargo, per il periodo delle feste. Ma dopo, ci vorrebbe davvero un degno risveglio, un'arietta fresca di rinascita, quella che fa miagolare  già prima di febbraio i gatti.

    E intanto l'idea di salire sui tetti mi sembra pure promettente. Si incontrano i gatti, e anche gli universitari   :-)

  19. due anni fa dicevamo così… perché dopo le feste non ci pensiamo davvero?

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