È fatica di Sisifo o asinina
cercare di salire questa frana
con quella vana lonza spelacchiata, 
ma sempre intenta ad amorosi sogni, 
e quel leone assurdo a testa china,
e la lupa artritica e svanita
– cui vanno aggiunte inoltre anche le serpi 
e i nugoli di alati scarrafoni.
E nemmeno un Virgilio che soccorra –
solo la musa di lassù si sbraccia
uscita in vestaglietta tra gli sterpi
di terrazzi infelici in abbandono.
E non so se mi chiami o se deprechi
questo mio rovinare verso il basso
e ogni volta tra le stesse ortiche
nella selva di rane e di scorpioni.

6 thoughts on “

  1. Tristano ha detto:

    E' un po' che non curiosavo fra i tuoi versi. Sempre stupendi. Ciao!

  2. brianzolitudine ha detto:

    Come finisti in tal infernal locodi scorpioni, di rane ed orticaglia?Arrivarci, da Padova, fu un giocoO costrizione dura? E ti attanagliaTimor di Silvio dagli occhi di fuoco,Che all'Acheronte la sua voce scaglia?

  3. AnnaSetari ha detto:

    Ben tornato Tristano. E grazie:-)Brian vorrei anch'io risponderti in terzinema la lena mi manca e in questo fossoall'amo non abboccano le rime.Per questo ti rispondo come posso:m'è di tormento e Silvio e chi lo leccae ancor più mi deprime il duro Bosso.Invoco a loro la Comare Seccaed un letto di ortiche sotto il culo,nonché nel loco dove ciò più seccaa quei che più se lo vantava duro.E per la legge poi del contrappassoli annegherei dentro lo sterco purotra Feltri e Feltri e che gli coli il grassonauseabondo di ben grigliati Bondicon punture di Vespa all'altro casso- la testa dico – e che dentro vi affondimorendo il pungiglione e sempre torniin novello tormento a giri tondi. (non mi viene una rima con i corni:Brian, soccorrimi tu che di saturnimi parlasti quel dì, se ben ricordi;-))

  4. AnnaSetari ha detto:

    Ma domandavi pur se fosse giocoo costrizione questo mio franare.Ti rispondo: non so. Forse era un pocodi semplice allegria patibolare. 

  5. brianzolitudine ha detto:

    ;-)

  6. proteus2000 ha detto:

    Ma è proprio quella il tuo Virgilio: la musa in vestaglia. Ti invita ad attraversare il basso loco per poi risalire verso quella terraza, che non è affatto in abbandono. Da lassù vedi la luna, e lì c'è la stanzetta dove scrivi poesie come questa. Un piccolo paradiso, insomma, e non solo per te.Questo pezzettino della tua Commedia mi piace assai.  (anche gli scarrafoni alati ci hai messo…:)

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