Si annunciano con luglio le partenze,
le fughe, le lunghe latitanze
di amici, di vicini, di badanti
e panettieri e medici e baristi.
Niente di nuovo, tutto uguale a sempre.
Ritorneranno a fine agosto stanchi
a ritemprarsi dentro i loro uffici
fino alle ripartenze di dicembre.
Io resto tra i felici di presidio
alla città coi suoi notturni d'arte,
i cinema all'aperto, i temporali
e le feste d'angurie e di zanzare.

Ma quest'anno la cosa si fa dura,
perché nelle mattine solitarie
quando mi risvegliassi con paura,
e il cuore dolente e come in lutto
– e fosse come ora, che tutto intorno
tace, fuori che il sospiro del frigo
o il ronzio del camion della spazzatura –
chi mi darà conforto, quale voce
sperderà i brutti sogni dell'estate,
se verrà meno anche la nota rauca,
l'accento ragionante e familiare
di Bordin dalla Radio Radicale?

2 thoughts on “

  1. proteus2000 ha detto:

    Ancora qualche giorno e qui si scriverà di ritorni. Lo sai che il mese di ferie passa presto.Molto bella (ma che te lo dico a fa'?)

  2. arden ha detto:

    …dici che anche Bordin ritornerà a leggere i giornali del mattino?Mah! Io lo spero.:-)

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