Non è dolce quest'anno l'invadente
fragranza dei tigli, quell'odore
che inebriava di nostalgia e d'attesa
nelle sere di giugno: direi quasi
che sa da insetticidi o addirittura
si confonde con l'effluvio che stagna
intorno ai cassonetti non svuotati
– accade lo stesso anche ai profumi 
lasciati nel fondo dei cassetti –
e accade ai desideri alle passioni
ai teneri pensieri – e alle ferite
di riaperte illusioni.

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