Nel tempo muto della malavoglia
fa bene mantenere l’attenzione
sulla grazia che sempre ci circonda.
Non solo il cielo con il suo mutare
che non ripete mai la stessa forma,
né solo i libri cari che la sera,
entro l’alone di un lume azzurrino,
nel silenzio accompagnano i pensieri,
ma anche altre, più piccole cose:
la tazza della colazione,
o il cagnolino di ghisa posato
contro il battente della porta,
l’acqua del rubinetto nel bicchiere,
le voci del mattino dalla strada,
la vespa solitaria che ritorna
fuori stagione e vaga incerta
sul terrazzino tra gli spini
e il bidoncino della spazzatura
cercando chissà cosa – e insiste
anche sul mare finto sopra il muro
con nello sfondo un’isoletta rosa.

7 thoughts on “

  1. triana ha detto:

    Davvero, tutte queste cose sono piene di grazia e ci coccolano, bisogna saperle vedere. Tu in questo sei bravissima e leggerti è un po’ immergersi in questo tuo mondo delle fate del quotidiano.
    Un abbraccio Anna

  2. arden ha detto:

    Si tende a essere distratti e a dare per scontate troppe cose in certi momenti: diamo sempre troppa importanza a noi stessi e ai nostri umori. Ma questo ci fa essere più scontenti.
    Che piacere, Triana, ritrovare qui una tua traccia!
    Un abbraccio:-)

  3. brianzolitudine ha detto:

    Nel luminoso salotto di Arden si ritrovano sempre le persone più preziose e più care. Frequentarlo ogni tanto, non fa mai male.

    La Madame De Stael, alla Setari, ci facesse ‘na pippa…

  4. ermione64 ha detto:

    Fortissimo il brianzolo, condivido. Ciao Anna fa piacere ogni tanto farsi coccolare dal mondo come lo descrivi tu.

  5. arden ha detto:

    Sì, hai ragione, Brian: sono persone preziose e carissime. Non per nulla, oltre alla nostra Triana, ci sei anche tu qui, a portare tra le dame il tuo bell’umore brianzolo:-)…

    … e  tu, Ermione, di cui ho vivissimo il ricordo della grazia.
    Sono molto contenta che tu sia passata di qui (e spero che ritorni anche nel tuo blog ad aggiungere qualcosa).

  6. proteus2000 ha detto:

    Nel tempo muto della malavoglia mi prende un sopore micidiale. Dormo e non vedo nulla. Attendo che mi torni la voglia, che smetta di piovere… Invece tu, quante cose riesci a vedere, quante confortevoli epifanie…
    Mi paice molto, cara Anna. Secondo me manca solo un aggettivo per la tazza della colazione. C’è come una lacuna, lì. O forse basterebbe un diminutivo. Chessò, la tazzolina della colazione (la tazzina no, non sarebbe abbastanza tiepida e coccolosa)…
    Quella tazza (che immagino di colore celeste) mi rimane ancora più impressa della vespa, non so perché. Ma la sento un po’ orfana.
    Forse la vespa vaga e ronza e indugia troppo a lungo, in ben sette versi. Ma va bene anche così.

  7. arden ha detto:

    Beh, a piovere è appena iniziato – se si tratta di aspettare che smetta, forse sarebbe meglio farsi una provvista di noci e di nocelle e starsene in letargo, come gli animaletti che si incontravano nei libri di lettura.
    Grazie delle osservazioni, Proteus: dopotutto, anche se dormi, pare che qualche cosa ancora tu riesca a vederla;-)
    Cercherò di provvedere all’orfanella. Domattina, dopo il caffè, se sarò sveglia.

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