La mappa stropicciata degli affetti
in certi punti è proprio accartocciata,
è svanito l’inchiostro, non si vede
che l’ombra di una rete di sentieri
diventata simile ad un bosco.
Nelle pieghe, nei punti delicati
si è lacerata, si sono aperti fori.
In altre zone si è così inzuppata
da essersi consunta, è trasparente
o illeggibile. Lì s’è sbriciolata.

11 thoughts on “

  1. proteus2000 ha detto:

    E’ un disegno in evoluzione, la mappa degli affetti. Non svanisce e non si sbriciola: è cangiante, si evolve, si arricchisce a mano a mano che nuovi afetti si delineano. Alcuni punti rimangono tuttavia immutabili.
    La poesia mi piace molto, ma molto.

  2. proteus2000 ha detto:

    Toglierei il “proprio” del secondo verso. Forse.

  3. arden ha detto:

    Sono contenta che ti piaccia, Proteus. Ma va detto che questa poesia (la sua bellezza) nasce da una conversazione con la mia amica MarinaRosa, cui va gran parte del merito.

    Quanto al #2, perdonami: so che sei maestro in questioni di lingua, ma visto che hai dimenticato una F in a(f)fetti, non mi sento proprio sicura di poter accettare a occhi chiusi il tuo generoso suggerimento. Ci penserò.

  4. proteus2000 ha detto:

    Oh mio dio, c’è un buco anche nella parola. Poi svanirà una t, poi un’altra lettera… Ma no, no, è solo un erore. Vedi che la prima volta l’ho scritta giusta?
    Le mappe, in realtà, col tempo diventano solo più complicate. Anche quelle stradali: ne sa qualcosa il mio navigatore satellitare.

  5. cronomoto ha detto:

    è vero, col tempo la mappa si stropiccia e a volte sembra confusa,
    ma risaltano ancora gli affetti veri, lontani, finiti, eppure parte di noi;
    è una fortuna che il tempo cancelli certi tortuosi sentieri percorsi cento volte ma che, come in un labirinto, non portavano a nulla.

  6. brianzolitudine ha detto:

    Io invece toglierei appena il “si” del secondo verso. Il proprio ci sta che è un incanto. Tanto per fare il guastafeste tra voi due che fate cicì cicì. :o :P

  7. arden ha detto:

    Ah, Crono, certo, non è esterna e separata da noi quella mappa – e si stropiccia sempre qualche cosa di noi insieme con quei tracciati ripercorsi e persi e ancora ripresi, che si fanno illeggibili e si smagliano e confondono nelle spiegazzature, nelle pieghe, nel chissà dove di forre cieche, nel deserto dell’hic sunt leones (al terzo piano magari, insieme ai gatti di chissà quale infanzia).

    Proteus, che orrore: ancora un e(r)rore!:-)))

    Altro che guastafeste, Brian: qui tu hai decisamente risolto la situazione:-))
    Hai ragione. Ti ringrazio, ed eseguo senza se e senza ma – né cicì né cocò:-)

  8. unovalelaltro ha detto:

    ma “lì”
    che punto è?
    quello raramente ricambiato?-)

  9. arden ha detto:

    Ognuno ha lì un suo "lì", suppongo:-)

  10. brianzolitudine ha detto:

    O magari è un “lì” dove si è amato troppo, dove si è consunta la carta per troppo uso.

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