È tornato nel sogno di stanotte
un gattino tigrato
visto ieri giocare coi compagni
in mezzo all’erba e le pietre d’un prato
fra quattro case qui sui nostri colli.
Avrei potuto, volendo, tenerlo:
si lasciava prendere, affettuoso,
e mi avrebbe fatto compagnia.
Ma c’era un tramonto di fuoco
in quell’aperto di spazi, grandioso:
non potevo pensare
di imprigionarlo qui dentro il mio chiuso.
E questa notte l’ho riconosciuto:
m’è sembrato lo stesso
che sullo stuoino d’un altro ingresso,
dentro un altro sogno, antico, aspettava
che gli aprissi per starmi in braccio, stretto
– e aveva poi il musetto d’un bambino,
tutto sporco di lacrime e di zucchero.

11 thoughts on “

  1. totocorde ha detto:

    E’ bellissima. Ammutolisco e smetto di scrivere scemate. L’invio dei messaggi da splinder non funziona .)

  2. proteus2000 ha detto:

    Bella, tenera.
    Ma davvero era lo stesso gatto?

  3. Riothamus ha detto:

    Avresti fatto bene ad accogliere quel gattino tigrato con il musetto di bimbo.I gatti amano il ventre delle donne,sanno come portarne via la nostalgia.

  4. Riothamus ha detto:

    Avresti dovuto accogliere quel gattino tigrato con il musetto di bimbo.Igatti amano il ventre delle donne,sanno come alleviarne la nostalgia.La affidano alla luna.

  5. SiciliaL ha detto:

    proffito per tradurti. visto che io si che imprigionai un cucciolo in casa, in compensazione io me lo porterò a vedere il mare per prima volta dai suoi occhi

    Ha vuelto en el sueño de esta noche
    un gatito atigrado
    lo había visto ayer jugando con los camaradas
    entre la hierba y las piedras de un prado
    tras cuatro casas aquí en nuestras colinas.
    Habría podido, queriendo, tenerlo:
    se dejaba coger, afectuoso
    Y me habría hecho compañía.
    Pero el atardecer era de fuego
    en aquél espacio abierto, grandioso:
    no podía pensar
    en tenerlo conmigo encerrado.
    Y esta noche lo he reconocido:
    me ha parecido el mismo
    que en la esterilla de otra entrada,
    en otro sueño, antiguo, esperaba
    que le abriera para estarme en los brazos, apretado
    -y tenía la carita de un niño
    toda sucia de lágrimas y azúcar

  6. LaGiardiniera ha detto:

    Era inevitabile, no? :-)
    Che bello tornare e leggere ben due poesie di arden. Questa mi è piaciuta, molto (ora non dire che è per via dei gatti :-)).

  7. anonimo ha detto:

    Complimenti, una poesia bellissima.

  8. triana ha detto:

    Strano come spesso quello che leggo qui abbia in una risonanza particolare, per cose o fatti o pensieri che ho covato dentro proprio negli stessi giorni. Ho dall’altro ieri una nostalgia e desiderio di un gattino da coccolare. Ne ho avuti in altre case e alungo, ma

  9. triana ha detto:

    continua… ma qui a Sesto no. Vorrei non cedere a questo impulso, perché so che, nel mio caso, sarebbe un impegno inpiù, un po’ difficile da gestire. ma è strano, è un desiderio, quasi un bisogno che sembra nascere dall’inconscio, come da un sogno.

  10. triana ha detto:

    Uff, che succede, i commenti si postano da soli, non avevo finito: insomma molto bella, ecco. Questo ancora non l’avevo detto.

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