Primo giorno d’autunno. Meno male.
Non ci accora la fine dell’estate:
la sua gloria ardente sfigurata
in un cupo marasma lacrimoso,
ci aveva ormai sfinito.
Vada – e ci lasci in pace
con questo timido settembre:
che provi a far settembre, finalmente.

Se si aspetta la pioggia e viene invece
una giornata azzurra fino a sera
con settembrine nuvole felici
e poi le stelle da scoprire al buio
conversando in giardino con amici,
si perdona ogni pena del passato,
come al figliol prodigo che torna.

Sa d’incenso la nebbia stamattina
e sembra ben ferma per pigrizia
a ostruire lo scorrere del tempo
pur di restare là dove si trova
ai margini di qualche cerimonia
non si sa se funerea o di sponsali.

 

risveglio

Sale con l’alba dopo tanta pioggia
un vapore che sfuma nel grigio
i contorni degli alberi e dei tetti.
Uscendo sul balcone si respira
un’aria di bagnato e un che di fogna,
ma in alto il cielo della notte
già si schiara e tenta l’azzurro
tra stracci di nuvole scomposte,
disfatte da un troppo lungo pianto.